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Lettera 158

ustrissimo et excellentissimo Domino domino meo sin<gul>arissimo D. Duci Ferrariae etc. Ferrariae.

<Illustrissimo et excellentissim>o Signor mio. Chi facessi impiccare quattro o cinque <che> sono in questa provincia, basteria, sanza bisogno di mandare qui <altri homini, né> fare altra spesa: e questi sono Battistino Ma<gnan>o e Donatello e certi suoi compagni da una parte, <e da l’a>ltra è quel Cornacchia da Sommacologna, de li quali tutti <ho> fatto più volte querela a vostra excellentia. Circa al Cornacchia ho scritto già il modo come si potria havere per la via di luchesi; ma questi altri, che sono di più importanza, adesso è accaduta la occasione che vostra excellentia,volendoli, li potrà havere.È accaduto, per quel prete de li Bosi che è morto qui prigione, che m. Nicolò, cognato di Pierino Magnano, ha mandato a pigliare la possession<e> a suo nome de la chiesa di Soraggio, e v’ha ma<n>dato e vi fa stare continuamente Batistino prefa<to> e Donatello e li compagni, che sono in tutto circa 12, tutti banditi et assassini. Questo Soraggio confina con Reggiana, e da Castelnovo di Reggiana vi si può ire in un tratto: bisogneria a mio giudicio che vostra excellentia commettesse al Capitan di Reggio che mandasse segretamente li suoi balestrieri con bu<on> numero di genti a piedi che arrivassino una n<notte a> questa chiesa, che tutti li pigliarebbono a man salva, <e questa> provincia resteria netta. Saria ancho be<ne che il> Capitano de’ balestrieri havesse una pa<tente> di vostra excellentia, acciò che potesse comandare nel p<aese> se gli movesse contra, e quando non si potesso<n pigliare>, s’assediaria la chiesa, che si havriano ogni <modo. A> questo effetto havevo scritto al Commissario di S<ertola perché> mi mandasse fin a 30 homini: si è excusato <che sono occu>pati ne li ricolti, et ancho me ne disuade, per<ché sono> villani, e per consequentia cattiva gente. Have<vo ancho> scritto al capitano di Reggio, ma il prolungare che <fa> a darmi risposta, mi fa dubitare che non sia per far <a mia> instantia cosa alcuna. Hora io ricorro a vostr<a excellentia>, in buona gratia de la quale mi raccomando.

Castel<novi>, 24 Iulij 1524.
Servitore Ludovico <Ariosto>