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Lettera 98

Illustrissimo et excellentissimo D. domino meo sing.moDuci Ferrariae etc..

Illustrissimo Signor mio. Mando a vostra excellentia queste due lettere, l’una de’ Signori fiorentini, l’altra de’ luchesi. Credo sian le risposte di quanto ha scritto loro vostra excellentia per quelle confine e represaglie. Quelli di Pietrasanta vendero le bestie per 24 ducati; pur, quando li nostri dessero sicurtà di pagarle in casu sucumbentiae, le restituiriano. Quel Commissario mi fa instantia che di novo mi voglia trasferire sul loco, per terminare tal confine; et io non voglio pigliare ardire, senza commissione di vostra excellentia, porre a’ danni di quella termini, perché mi rendo certo che, tra per sapere meglio dir la sua ragioni, perché è doctore et ha molti dottori in compagnia, che io non ho qui alcuno, e per essere più potente e più arrogante di me, vorrà, o non mettere confine, o porle a suo modo: io m’ho sempre excusato che non ho mandato da vostra excellentia, e senza quello non son per venire in su quel loco. Intendo che mastro Giovanni Ziliolo è in Frignano per rasettare quel paese: mi pare che stando là potrebbe ancho rasettare questo; e questo saria mettendo le mani adosso a quelli del Costa et a quest’altri del Silico, et a parecchi da Sommocologna, che intendo che sono venuti in Frignano in soccorso de le parti di Virgilio. Li portatori di questa saranno, credo, homini mandati da la Vicaria di Camporeggiano per dolersi d’una sententia data contra di loro. Io l’ho data secondo acta et probata, e per consiglio dei capitano qui, e tenendomi alle commissioni di vostra excellentia, alla quale mi raccomando

Castelnovi, 11 Iulij 1523.
Servitor Ludovicus Ariostus.