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Lettera 110

Castelnuovo, 31 agosto 1523, al Duca Alfonso I d’Este

Dopo aver interrogato il Duca su come debba procedere la detenzione nei confronti di Pier Maddalena, Ariosto informa il Duca sulle azioni di Battista Coiaio e Bernardello da Ponteccio e dei loro diciotto sodali: i banditi hanno rapito due abitanti e per la liberazione chiedono un riscatto alle loro famiglie. Rilasciati con la promessa di pagamento da parte dei familiari (che tuttavia non intendono mantenere), questi chiedono al commissario di intervenire contro i banditi da cui si aspettano ritorsioni. Ariosto non può «dare altro che parole» e chiede al Duca l’autorizzazione per effettuare un intervento risolutivo contro i banditi. Il Nostro lamenta inoltre che la sua credibilità – così come quella del Duca – è sempre più in discussione, tanto da prospettare al suo signore una fuga notturna alla volta di Ferrara qualora la situazione continui a peggiorare.


Illustrissimo et excellentissimo Domino d. meo sing.mo D. i Ferrariae etc. Ferrariae.

Illustrissimo et excellentissimo Signor mio. Mando la copia de l’instrumento per vigore del quale ho posto Pier Madalena in prigione: vostra excellentia farà iudicare se per quello è ubligato o non a tal pagheria, e m’aviserà s’io lo debbio tenere in distretto, o se pur, dando sicurtà, come costoro che mi pregano per lui m’instano, lo debbio lasciar per ròcca. Un Baptistino Magnano bandito di qui per assassino è passato con alcuni compagni, e fra gli altri con Bernardello da Ponteccio, et altri circa 18, e nel passare hanno fatto dui prigioni: l’uno è figliolo d’un detto il Vergaia da Corfino, e gli hanno posto taglia trenta ducati, et havuta la sicurtà da uno da Corfino che fra tre dì pagherà, l’hanno lasciato; de l’altro non mi ricordo hora il nome né la quantità de la taglia. Il padre di questo a chi è stato posto taglia, e colui che gli ha fatto la sicurtà, son ricorsi a me, che non voriano pagare, e tuttavia aspettano che le case gli sieno saccheggiate. Io non gli ho saputo dare altro che parole, e che io aspetto da vostra excellentia buona provisione a rasettare il paese: quando io non havrò più che dire e che havrò totalmente perduto il credito, me ne fuggirò di notte e me ne venirò a Ferrara. Mentre io scrivo mi è venuto nuova che tra Sillicano e Gragnanella è stato morto et assassinato un altro: ognuno è di malavoglia, e dicono mal di me, ma più di Vostra Signoria: in buona gratia de la quale mi raccomando.

Castelnovi, ultimo Augusti MDXXIII.
Servitor Ludovicus Ariostus.

METADATI

  • Mittente: Alfonso I d’Este
  • Destinatario: Alfonso I d’Este
  • Data: 31 agosto 1523
  • Luogo di spedizione: Castelnuovo
  • Collocazione: ASMo, Archivio segreto estense, Cancelleria, Archivio per materie, Letterati, b.3, fasc. 36.