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Lettera 126

Castelnuovo, 23 Novembre 1523, al Duca Alfonso I d’Este

Ariosto aggiorna il Duca sulle azioni dei criminali locali, segnalando l’impossibilità di reprimerli con efficacia senza mezzi adeguati: i pochi balestrieri in servizio non sono sufficienti a sgominarli, anche perché i banditi godono di una rete di informatori che permette loro di anticipare ed evitare le azioni repressive da lui dirette. Dalla lettera veniamo inoltre a conoscenza che molti banditi si stanno dirigendo verso Ferrara per arruolarsi nell’esercito ducale e ad Ariosto pare che l’occasione sia buona per sferrare un duro colpo ai gruppi criminali rimasti. In chiusura il commissario informa il Duca sul clima di panico generale della popolazione di Castelnuovo derivato dalla notizia dell’elezione al soglio pontificio di un membro della famiglia Medici: si tratta ovviamente Clemente VII.


Illustrissimo et excellentissimo Domino d. meo sing.mo <Domino> Duci Ferrariae. In Castris Herberiae.

Illustrissimo et excellentissimo Signore mio. Io hebbi una di vostra excellentia di 3 di Novembre, non hieri, l’altro, che n’havamo 21: il portatore fu un prete, che mi dissi haverla havuta da uno da Sillano che diceva haverla havuta da un altro; la quale era in risposta di molte mie. Replicare non mi accade altro, se non circa quelli assassini che praticavano a San Pelegrino, che se io per me fossi sufficiente a farli pigliare, non domanderei a vostra excellentia aiuto; ma li balestrieri ch’io ho qui non sono atti a farlo, ché li assassini prima sono più di loro, poi, quando li balestrieri si parteno da Castelnuovo(come altre volte ho scritto), li avisi correno sùbito intorno, e sempre vanno indarno. Questo Donatello e Cecarello, capi di questi ribaldi, al presente sono stati di novo banditi dal commissario di Barga e molto perseguitati da lui; lui ha scritto a me et io a lui per haverli ne le mani: non so come la cosa succederà. Si eran ridotti a Cicerana, terra di Vostra Signoria qui presso a 4 miglia, e quivi stavan sicuri perché v’ havevan le spalle di questi figlioli di Pelegrino dal Silico et altri banditi che tuttavia stanno in quel loco. Hora che li figlioli di Pelegrino eran per venire a trovare vostra excellentia (ché non so se saranno venuti), rimaranno disarmati de le miglior difese che havevano, e forse quello che non si è potuto far sin qui, hora si potrà fare. Ma quando ancho fosseno stati sì arditi che fossino venuti in compagnia loro a trovar vostra excellentia, quella potrà fare quello che le parrà il meglio. Dicole bene che ha una bella occasione di purgare questo paese di molte male herbe, ché credo che ancho quel Battistino Magnano, che appresso a Bernardello è il maggior assassino che havesse questo paese, si trovi al soldo di vostra excellentia,e se non v’è al presente è stato male a lasciarlo partire, ché pur intesi che v’era. È ben vero che questo paese resta, anchora senza questi, con qualche bandito, ma non sono assassini come questi altri. Circa a quelli di Pier Madalena, poco più gioverà loro il lor clericato, perché furon banditi la forca e confiscati li lor beni, come n’ho scritto difusamente a m. Bon.ra. Io scrissi al commissario di Fivizano per havere Zan Madalena, che alhora era in quel loco, e mai non me n’ha dato risposta; adesso non so dove sia, ma me ne informerò più certo e ne aviserò vostra excellentia. Appresso mi venne una lettera da Lucca che mi avisava come Medici era creato papa; la qual nuova come si udì da questi di Castelnuovo, parve che a tutti fosse tagliata la testa, e ne sono intrati in tanta paura che furo alcuni che mi volean persuadere che quella sera medesima io facessi far le guardie alla terra; e chi pensa di vendere,e chi di fuggir le sue robe. Io mi sforzo di confortarli, e dico lor ch’io so che stretta amicitia è tra vostra excellentia e Medici, e che non hanno da sperar se non bene. Mi è parso di darne a vostra excellentia aviso, acciò che se quella ha qualche cosa con la quale io possa lor dar buono animo, si degni di significarmila, e se non l’ha, almeno di fingerla. Altro non occorre: in buona gratia di quella mi raccomando.

Castelnovi, 23 novembris 1523.
Servitor Ludovicus Ariostus.

METADATI

  • Mittente: Ludovico Ariosto
  • Destinatario: Alfonso I d’Este
  • Data: 23 novembre 1523
  • Luogo di spedizione: Castelnuovo
  • Collocazione: ASMo, Archivio segreto estense, Cancelleria, Archivio per materie, Letterati, b.3, fasc. 38.