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Lettera 130

Illustrissimo et excellentissimo Domino D. meo <s&gt<;ing.mo Domino Duci Ferrariae.

Illustrissimo et excellentissimo Signor mio. Perché a’ dì passati vostra excellentia mi commise che s’io sentivo che di qua si facesse movimento alcuno io gli desse aviso, hora gli fo intendere come le genti d’arme di fiorentini si raccolgono a Pisa, cioè genti a cavallo, e si sono cominciate ad inviare a pezzo a pezzo. A Pietrasanta ne alloggiaron certi pochi, e dicevano quelli che aspettavano cinquecento cavalli per dirizzarsi alla volta di Lombardia: non m’ha saputo dir colui che ha portato l’aviso se siano homini d’arme o cavalli liggieri, se non che erano tutti coperti a ferro. Bastiano Coiaio m’ha detto questa matina che ancho a Pisa si dà denari a fanti: manderò hoggi persona a posta ad informarmi meglio. Intanto ho voluto mandare questo messo, sì perché porti questo aviso, sì ancho perché desidero risposta di molte lettere che a’ dì passati scrissi. Havevo mandato un altro, ma non è stato ardito di passar Reggio, e mi ha referito che le strade son rotte, e che ha mandate le lettere per via di m. Hieronymo Nasello. In buona gratia di Vostra Signoria mi raccomando.

Castelnovi,. Decembris 1523.
Servitor Ludovicus Ariostus.