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Lettera 136

Illustrissimo et excellentissimo Domino Domino meo sing.mo Domino Duci Ferrariae etc.

<Illustrissimo et> excellentissimo Signor mio. Se hieri havessi saputo che ‘l capitano de <la Ragio>ne qui di Castelnuovo fosse per venire a Ferrara, non mi sarei <distes>o in lungo a scrivere a m. Bonaventura la mala condicione in che si <tr>uova al presente questo paese per causa di cinque o sei ri<b>aldi che sono ritornati al lor solito exercitio, perché, meglio ch’io non lo posso scrivere, il capitano prefato, così bene infor<mato> come io del tutto, lo potrà riferire a bocca: e forse <t>roverà più credenza che non hanno fatto sin qui le mie lettere. <S>olo prego vostra excellentia che per honore et utile suo e salute di <que>sta provincia sia contenta di ascoltarlo circa li portamenti che fa Bernardello con séguito di qualche altro, e come <si> portano quelli di Pelegrino dal Silico, che qui si dice c’hanno <hav>uto la gratia da vostra excellentia, e di quello che di nuovo <fa> Baptistino Magnano con Donatello, Cecarello et altri <assassi>ni publici, et in che disperatione si truova questo paese, <il qua>le estima non essere in alcuna memoria di vostra excellentia. <Altro> non occorre: in buona gratia di quella mi raccomando.

<Caste>lnovi, 21 Ianuarij 1524.
<Servitor Ludovicus Ariostus>.