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Lettera 41

[AL DUCA DI FERRARA. A FERRARA]

<Illustrissimo et e>xcellentissimo Signor mio. Oltra quello che per un’altra mia ho scritto a vostra eccellenti <circa li> desordini che sono in questo paese, alli quali senza l’aiuto di quella non è possibi<le>, non havendo più forza di quello ch’io m’habbia, io possa rimediare, benché non manco di tutti quelli rimedij ch’io posso: prima ho fatto fare contra li assassini di Ponteccio e suoi seguaci (tra li quali è quel Baptistino Magnano, il quale fu causa de la discordia tra quelli di Barga e di questa terra) una grida, de la quale mando a vostra excellentia qui inclusa la coppia, acciò che a quella piaccia di confirmarmila per sue lettere; et appresso ho scritto al commissario fiorentino da Fivizano et alli Signori Luchesi acciò che tutti insieme mettiamo in ordine una bella caccia, sì che da ogni banda si dia adosso a questi ladri, li quali tuttavia non cessano di far ogni dì assassinamenti e por taglie a chi lor pare; et hanno ardimento di mandare a dire ad alcuni qui di Castelnovo che se non mandano loro certi denari che domandano, li verranno a tagliare a pezzi fin in questo castello: e forse havriano ardire di farlo, perché hanno chi fa lor spalle e li nutrisce e difende. E perché vostra excellentia cognosca ch’io non m’inganno in tutto, le mando similmente qui inclusa una lettera che hoggi mi è venuta in mani, voglio dir la coppia d’una lettera che scrive Bastiano Coiaio a questi banditi del Silico,il quale Bastiano è, come per un’altra mia ho scritto a vostra excellentia, il consigliere e guidatore de la factione di Pierino, et in la casa del quale li banditi spesso si riducono a consiglio, come ne sono examinati testimonij appresso il capitano qui. Et acciò che vostra excellentia intenda il tenore de la lettera, quella sapia che, quel dì proprio ch’io giunsi qui, fu tolto un mulo a Camporeggiano e trafugato a Cicerana in mano del Moro del Silico, il quale è fratello di quelli che amazaro ser Ferdiano, et esso anchora per altre cause ha bando: tuttavia sta nel paese e tiene la ròcca di Cicerana. Colui a chi fu tolto il mulo è stato ritenuto a non venire a lamentarsi a me, parte con minaccie, parte con promissione di farli restituire il mulo. Hoggi si è condutto a Bastiano Coiaio, il quale gli ha fatto la lettera de la quale io mando la coppia; ma prima c’habbia dato la lettera è stato fatto <venire> a me, et io gli ho dato giuramento quella lettera essere di mano di Bastiano, e che esso gli l’ha veduta scrivere, e poi n’ho <fatto la coppia> la quale io mando, acciò che vostra excellentia cognosca che esso Bastia<no et Evan>gelista, che sono partesani e consiglieri di Pierino, son quelli che <aiutano> e consigliano questi banditi; e chi li levassi di questa terra insiem<e al loro> capo Pierino, la risanerebbe, come chi ne levassi tutto il morb<o>. Questa è la coppia de la lettera: “A’ dì 13 di settembre 1522. Moro, io sì ho visto li conti fra Bastiano Catucio e quelli di Pierle<nzo>, in modo ch’io vedo che quelli di Pierlenzo si hanno torto, sì che pertanto egli <se ne> voleva andare dal commissario, et io non ho volsuto per honor tuo, perché il <mulo> l’havete in le man vostre; e pertanto a me pare che per mezo tuo tu gli facci &lt<;rendere>il suo mulo in ogni modo, senza farli pagar nulla: e questo sie l'honor di voi; e se li voleva por taglia, non lo dovea menar costì in le man vostre: pertanto fatelo sùbito, se non, voi havrete un comandamento di renderlo, per<ché> qua si dice che voi l'havete in le mani. Appresso farete quanto Giorgino v<i dirà>, e fate che non sia fallo, perché a ser Evangelista et a tutti noi ci pare c<he> lo facciate, e sùbito. De l'altre cose io vi terrò avisato per il mio m<eza>dro del tutto. A me pare che voi debbiate dare il mulo a Giorgino; <e> non sia fallo, perché a voi serà vergogna grande; e se quelli di Pierlenzo credono haver nulla da Sabastiano Catucio, facciami intendere sue ragioni, e poi lasci far a me. Bastiano Coiaio, in Castelnovo". Questa è la coppia de la lettera, sopra la quale vostra excellentia faccia quel giudizio <che> le pare; et a queste et a molt'altre cose pertinenti a questa provincia suplico che faccia quella provisione che le pare più expediente: in bona gratia de la quale humillime mi raccomando.

Castelnovi, 13 Septembris.
di vostra excellentia
humillimo Servitore Lu<dovico> Ar<iosto>.