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Lettera 160

<Ill>ustrissimo et excellentissimo Domino D. meo singularissimo Domino Duci Ferrariae etc. Ferrariae.

Illustrissimo et excellentissimo Signor mio. La lettera di vostra excellentia di 21 di questo <mese>, appresso il buono effetto venuto con quella de li 25 schioppeteri, <e così> il castellano mandato per le ròcche de le Verugole, sono sta<ti> tanto grati a gli homini da bene et amatori di pace di questo pae<se>, che di nuovo quella può far conto di haversegli acquistati per fidelissimi subditi. Alla lor giunta tutti li banditi hanno sgombrat<o> il paese, né credo, fin che ci stiano, che se ne senta alcuno. I<o> ho messo di questi schioppeteri una parte a Campeggiano <et> una parte a Castelnovo, ma né a Castelnovo né a Camporeggiano li lascierò fermare, perché vorò che vadano in volta per il paese; e così hieri cominciai, e ne menai meco una parte a Sassi, per far provisione a quella ròcca, come vostra excellentia per la sua mi commette: de la qual ròcca non so se quella n’habbia ricordo, ma sappia che gli è luogo molto più forte de le Ve<ru>gole e di manco guardia assai, e fra gli altri Christopho<ro> Casanuova ne potria dare cognitione a vostra excellentia, che già l’ha veduta e parlatone meco. È situata in luogo importan<te>, perché è alle confine di fiorentini e de’ luchesi, e tan<to> vicina a Castelnovo che quando accadesse un bisogno e vi fosse un castellano, questi homini più volentieri vi fuggiria<no&t; le sue robe e le sue brigate, che non fariano a B<ar>ga e ne l’altre terre vicine, come hanno fatto a questi d<ì>. E perché vostra excellentia mi scrive ch’io veda di haver questa ròcca in le mani e ch’io vi ponga un castellano a mio modo, io fo coniectura che a quella sia stato scritto che qualche bandito la tenesse e qualche nimico di vostra excellentia: quella sappia che in quella ròcca non sta alcuno, né ancho vi può stare, perché è tutta discoperta. Gli è ben vero che in questi sospetti il Casaia et <a>lcuni de la parte francese c’havean sospetto de li banditi <de la> parte taliana che da <ha> fatto venir Pierin Magnano, si erano ridutti a Sassi per<ché la chie>sa di quella terra, la quale è congiunta con la ròcca, è d’un <Ant>onino nipote del quondam ser Ferdiano, e la più parte d<e la t>erra di Sassi è de la parte francese; e per questo, non solo ad<esso>, ma ancho in gli altri tempi, li banditi che sono de la parte fr spesso dànno di capo a Sassi, con grandissimo dispiacere de <la> parte talliana che non voria che li inimici avessimo rid<otto> alcuno, e non pongono all’incontro che essi tagliani teng<ono> la ròcca di Cicerana e quella del Silico, che son qui in su gli oc<chi> a Castelnovo, e con molta più querela del paese, perché né a Sassi né a quella via è mai stato fatto assassinamento alcuno: ma di quello che sia stato fatto da quest’altro canto vostra excellentia si debbe ricordare: anchora li poverhomini di Cicerana stan nel danno de li cento ducati che pagaro al prete. Saria ogni modo ben fa<tto> che ne la ròcca di Sassi stesse un castellano, col suo salario, c<he> sono undici lire al mese che paga questa gabella di Castelnovo, <e> credo che habbia certo poco anchora de condennatione. <Forse> un homo con un famiglio basteria a guardarla per tempo di p<ace>, e li banditi sapendo che ci fosse un castellano non capita<riano> a Sassi; et il prete medesimo nipote di ser Ferdiano e que<sti> homini me ne pregano, perché il venire che fanno li banditi e seg<uaci> in quel luogo non è lor se non dannoso: ma non li sonno ne<gare>, per haverli essi già serviti ne li lor bisogni, di dar lor ma<ngiare> e bere. E perché vostra excellentia mi scrive ch’io vi ponga un Cast<ellano> a mio modo secondo che mi pare il bisogno, havevo pensa<to di> porvi dui di questi schioppetieri mandati; ma vedendo che <non> c’è alcun coperto, ho lasciato stare, et ho fatto chiamare <li homini> de le Terre Nove per domani a parlamento, li quali homini <sono ob>ligati a riparare questa ròcca, perché vostra excellentia dona <la tassa de la> metade de le lor condennationi, e farò che sùbito queste genti del Signore Giovannino so <il> Casaia e prete Bartolomeo da Gragna<nella et altri> di questa parte francese, ma io non ho <di ciò sento>re né indicio alcuno: e se ben il Casaia et il detto <prete si pa>rtì et andò a Sassi, il Capitano de la Ragione mi <fece fede> che fu di suo consiglio e commissione, e questo perché hav<endo Pi>erino fatto venire questi banditi, e da l’altra parte <ha>vendo il Casaia fatto venire de gli altri forastieri de la <c>ontraria parte, e dubitando che l’una parte e l’altra si attaccasse insieme perché ne vedeva di manifesti segni, consigliò li detti Casaia et il prete più presto a levarsi che a tener qui pericolo di voltare ogni cosa sottosopra, e così feceno. Hora Pierino quanto può s’affatica di voler mostrar che la partita di questi sia stata una ribellione; e quando questo Capitano del Signore Giovannino rimase ferito a Camporeggiano, Pierino, oltra ch’io havessi mandato li balestrieri, mandò una quantità de li suoi a tôrlo, e se lo voleva far portare in casa, e poi ch’io l’ho havuto in ròcca, ogni dì veniva o mandava a persuaderlo che si levasse di qui et andasse a casa sua perché sta<r>ia meglio, di modo che ho havuto fatica a far che questo ferito aspect<as>se la risposta di vostra excellentia : e questo Pierino facea, tutto perché havendolo in casa sperava di farlo dire a suo modo. Ultima<mente> poi c’ho havuto la risposta di vostra excellentia, l’ho lasciato partire; ma prima l’ho persuaso, e così è stato contento di farsi po<rtare> in l’alloggiamento del Capitano di balestrieri come loco <che n>on sia sospetto a l’una parte né all’altra; ma dubito che non <ca>mperà: pur se campa hoggi, il medico dice che n’caverà <spe6gt;ranza. E quanto Pierino si affatica a voler far <appari>re che’l Casaia habbia colpa di questo movimento, <altretanto fa> il Casaia per farmi vedere che se <ho sospetto che in ciò v’>ha colpa, ch’ella sia di Pierino; et alleg<a che come seppe de la lor ve>nuta, mandò contra a queste genti, che mandaro <d>a la Scola, il quale è di Lunigiana, e dui di questa <terra, cioè Ba>rone e Gian Mancuccio, e le trovaro a San Do<nino, et> il bandiraro di quelle genti, il quale era da Fivizano <e parente di> Pierino Magnano, disse a Barone et alli compagni <che riferissero> a Pierino da sua parte che lasciasse gli usci de la sua c<asa, che> ha nel borgo, aperti, perché l’haveva havuta dal capita<no come> suo alloggiamento, e che gli la salveria; e che poi, quando <il tam>burino venne a domandar la terra, venne seco un parente di Pieri<no> pur da Fivizano e parlò con un altro parente di Pierino da <Bar>ga che era qui, lungamente, e poi quel da Barga parlò con Pierin<o>, e Pierino gli fe’ mandare da mangiare e da bere per sei compagni; e che poi che questa gente si fu ritirata a Camporeggiano, in Camporeggiano Pierino parlò lungamente col Capitano Todesch<ino>, che hora è qui ferito, et anchora parlò con altri suoi paren<ti> che erano nel campo di là. Queste cose son ben vere, ma <non> credo già che Pierino le facessi a male effetto; pur li <suoi> nimici le interpretano del modo che esso fa la lor <par>tita, sì che l’una parte e l’altra ha che dire: e così <è> come la intendo io. Voglio ancho che vostra excellentia le sappia, <per>ché ne possa far quel giudicio che le pare; e come ho fatto pel pa<ssato sar>ò per far per l’avenire, di avisar sempre vostra excellentia di tutto quello <che s>ento, e dir male e bene de l’una parte e de l’altra sec<ondo li> lor portamenti: finch’io starò in questo officio, non sono per <haverm>i alcuno amico, se non la giustitia. Ho fatto a Pierino et a gli altri li ringratiamenti o comenda<menti> che vostra excellentia mi commette, che ho lor letto la lettera di vostra ex<cellentia> ne le parti che appertengono a loro, avenga che per un’a<ltra> di quella già s’era fatto il medesimo. <Ho scritt>o al Capitano di Fivizano et a quelli offi<ciali in Lunigiana>, et ho fatto far una grida publica che gli <homini di Fivi>zano e d’ogni altro luogo possano venire sicura<mente in quest>a provincia. Ho fatto chiamare il parlamento per <li homi>ni de la Vicaria di Castelnovo, dove parlerò de le cose <de l>i homini di Salicagnana, et etiam di por sul generale la <s>pesa fatta per questo movimento, secondo che vostra excellentia mi comanda. E lunidì anderò a far il medesimo a Camporeggiano, ché per quel dì ho fatto chiamare quelli altri a parlamento, dove parlerò e mi sforzerò che sia fatto provisio<ne> alle ròcche de le Verugole: del successo aviserò poi vostra excellentia, in bona gratia de la quale mi raccomando intant<o>.

Castelnovi, penultimo Iulij 1524.

Hor hora son ven<uti> dui del paese di Lucca, che dicon tornare di Lunigiana, e riferiscono che le genti del Signore Giovannino hanno presa u<na> fortezza detta la Bastia ch’era tenuta inexpugna<bile, e> questo per mezo de li mastri che l’havean fatta, con certi <altri>, e che sono a campo a un altro luogo detto Monti del Mar<chiese Sp<inetta, e che quelli fanti dicono che havuti questi andera<non a> Fossadinovo, overo torneranno in Carfagnana.

Servitore Ludovico A<riosto>