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Lettera 109

Castelnuovo, 29 agosto 1523, al Duca Alfonso I d’Este

Ariosto riferisce al Duca sui procedimenti riguardanti l’indagine compiuta sull’omicidio del Conte Carlo di San Donnino e di sua madre da parte Gianni Maddalena. Dopo aver ritrovato un atto del padre di Gianni, il vecchio Pier, che assicurava un forte risarcimento in luogo di offese compiute dai componenti della propria famiglia nei confronti di quelli di San Donnino, il commissario decide di trattenere il vecchio in carcere («dove spero di tenerlo più cautamente che non ho saputo fare il Moro», che era evaso poche ore prima) al fine di costringerlo a pagare le ammende. Ariosto riferisce inoltre sulla riorganizzazione delle bande dei banditi della Garfagnana. È da rilevare in questa missiva l’utilizzo, da parte di Ariosto, di formule legate agli aspetti del procedimento giuridico come ad esempio iure medio (processo pubblico), in ferendo sententia (nella formulazione della sentenza), qui exhiberet consilium (che pronunciasse la sua sentenza), intervallate da espressioni ben più colorite «io stringessi questo ribaldo vecchio, il quale credo c’habbia poco meno di cento anni».


Illustrissimo et excellentissimo Domino Domino meo sing.mo omino Duci Ferrariae etc. Ferrariae.

Illustrissimo et excellentissimo Signor mio. Appresso quello che de la morte del Conte giovine di San Donino e de la madre ho scritto, vostra excellentia intenderà come mi è venuto alle mani uno instrumento per il quale Pier Madalena, padre di questo Gian Madalena che di sua mano ha fatto homicidio, promette a quel Conte Giovanni, che poi fu morto da Zenese, che né esso Piero né alcuno de li figliuoli né de la sua famiglia offenderà né farà offendere il detto conte, né alcuno de la famiglia di esso, sotto pena di ducati ducento da essere applicati per la metade alla Camera di vostra excellentia, l’altra metade alla parte offesa. Per questo ho chiamato a me il detto Piero, e l’ho cacciato in prigione, dove spero di tenerlo più cautamente che non ho saputo fare il Moro. Ècci un’altra pagaria di centocinquanta ducati, che quel Zenese non offenderia il conte prefato né li suoi: de la quale pagaria questo Piero è per cento; e già è passato l’anno che per questo io lo distenni, e volevo che pagassi: ma quel Giovanni suo figliolo, che hora ha fatto questa horribile scelerità, venne a vostra excellentia, e portò una commissione che si procedessi iure medio, di modo che si è agitato il processo lungamente; all’ultimo havevo date le scritture in mano del capitano qui, acciò che mi consigliassi in ferenda sententia: ma esso (non so perché) non si è mai risciolto. Saria buono che vostra excellentia o scrivessi che, messi li processi da parte, io stringessi questo ribaldo vecchio, il quale credo c’habbia poco meno di cento anni, a pagare tutte queste pagarie (de consenso et istigatione del quale è publica opinione che tutti questi mali sieno seguiti), o vero che si scrivessi al capitano qui exhiberet consilium; e se vi havesse dubij, mandassi quelli, o tutto il processo, a Ferrara: perché il non far pagare le pagherie o porle in disputa è causa di tutti questi mali che sono in questa provincia. A vostra excellentia mi raccomando.

Castelnovi, 29 Augusti 1523
Servitor Ludovicus Ariostus

A San Donino in favore di questo Madalena s’ingrossa gente, e fra gli altri vi sono quelli del Costa, excetto Bernardello, il quale intendo che è alle Verugole in favore de li castellani, e mi è detto che da quell’altro canto si fa un’altra armata dove è ito Baptistino Magnano con quelli da Sommocologna, e che questi dal Silico vi sono iti o sono per andare: dubito, chi non l’extingue presto, che s’accenda un foco in Grafagnana non minor di quel che è stato in Frignano. Il figliuolo di Lucca Pirotto è tornato, e questi che lo favoriscano si lamentano di me che ho scritto che è capo alla Pieve de la parte taliana, e tutto quello c’ho scritto m’hanno saputo dire: mi duole che mi sien rotti li patti, ché per altre sue vostra excellentia mi ha promesso di tener secreto tutto quello ch’io sia per scrivere.

METADATI

  • Mittente: Ludovico Ariosto
  • Destinatario: Alfonso I d’Este
  • Data: 29 luglio 1523
  • Luogo di spedizione: Castelnuovo
  • Collocazione: ASMo, Archivio segreto estense, Cancelleria, Archivio per materie, Letterati, b.3, fasc. 34.